Vivere e lavorare in Spagna: guida definitiva al trasferimento

Consigli pratici su come trovare lavoro in Spagna, dove andare a vivere, i documenti necessari, i pro e i contro e molto altro.

Vivere e lavorare in Spagna

Vivere e lavorare in Spagna potrebbe sembrare un’idea alquanto interessante. Specialmente se quel che si cerca è di sfuggire al mercato di lavoro italiano e vivere in modo completamente diverso. Come sempre, però, ci sono delle precauzioni da prendere e dei suggerimenti di cui tenere conto.

Oggigiorno la Spagna, insieme alla Germania, Svizzera e al Regno Unito, rappresenta una meta ambita da tanti ragazzi italiani che preferiscono abbandonare la propria penisola alla ricerca di un futuro migliore. Le possibilità di trovare lavoro in Spagna sono maggiori che in Italia. Vediamo come fare.

Qual è la città della Spagna dove si vive meglio?

Quando sorge l’idea di andare a vivere in Spagna, le prima città a cui si pensa sono, sicuramente, Madrid e Barcellona. Sono le città più grandi, nonché quelle più di moda. Tuttavia, sul territorio spagnolo è possibile trovare numerose altre città molto belle e vivibili, come quelle delle isole Canarie. A tal proposito consigliamo la lettura della nostra guida su come vivere alle Canarie.

Inoltre ci sono le comunità autonome spagnole, caratterizzate da dei governi autonomi, il che contribuisce a creare un’incredibile varietà di situazioni economiche completamente diverse a seconda della zona della Spagna in cui si vorrebbe andare. Sicuramente, la zona meno indicata per un trasferimento resta l’Andalusia, tutt’ora in una situazione di stagnazione lavorativa ed economica.

D’altro canto, le città più indicate in cui andare a vivere, oltre a Barcellona e Madrid, sono Valencia e Siviglia (che offre molto opportunità specialmente nel settore dell’energia rinnovabile). Barcellona, Valencia e Madrid, invece, offrono numerose opportunità lavorative nei settori più vari: da quello dei servizi fino all’IT.

Decide dove andare a vivere in Spagna non è facile, in quanto spesso si tratta di una scelta personale.

Mercato del lavoro spagnolo

Grazie alla ripresa nel settore edile e in quello del turismo, il mercato del lavoro spagnolo è in un netto miglioramento sia rispetto alla condizione precedente al 2017, sia al mercato di lavoro italiano.

Oggigiorno i disoccupati spagnoli sono meno di 4 milioni e questo numero tende a diminuire ancora. Il PIL spagnolo è in crescita del 3.6% dal 2016: il triplo rispetto ai dati italiani e il doppio rispetto al PIL tedesco. Il che, considerando che la Spagna è rimasta senza un Governo per oltre un anno, è un dato stupefacente. Ne è seguita una rapida crescita delle esportazione e un aumento del turismo dai Paesi limitrofi.

Vivere in Spagna: i lavori più richiesti

Il settore turistico è sicuramente uno di quelli in cui è più facile trovare il lavoro, anche per via della sua notevole impennata. Tuttavia, anche per chi cerca un lavoro nel settore IT, per svolgere delle mansioni online, le possibilità sono tante. Non solo sulle isole Canarie, sicuramente tra le mete perfette per chi lavora online, ma anche nella Spagna continentale. Basti pensare a Tarifa e Tenerife, due città divenute in poco tempo una vera e propria mecca per i freelancer di tutto il mondo. Ciononostante anche Barcellona e Valencia sono ben quotate da chi cerca un lavoro online.

Grazie a un regime di tassazione fiscale migliore di quello italiano, aprire un’azienda in Spagna è più semplice che in Italia. Senza dimenticarsi del già citato settore delle energie rinnovabili (come non mai in voga in Spagna). Altresì i lavori più richiesti sono quelli dell’ambito farmaceutico, delle telecomunicazioni e dei trasporti, fermo restando che un cittadino italiano potrebbe facilmente trovare un lavoro anche nel settore della ristorazione, per esempio aprendo una pizzeria nei Paesi Baschi o al Sud della Spagna.

Come trovare lavoro in Spagna

Se si è decisi di venire a vivere e lavorare in Spagna, non si può fare a meno della possibilità offerta da EURES. Si tratta di una grande rete europea il cui compito è quello di connettere la domanda e l’offerta lavorativa su tutto il territorio dell’Unione Europea. L’EURES rappresenta sicuramente il modo migliore per trovare un lavoro velocemente e senza spendere troppo tempo. Altrimenti ci si può rivolgere al Servizio pubblico per l’impiego, una rete di ricerca di lavoro sul territorio nazionale.

Non ci si può dimenticare delle Agenzie di collocamento, degli enti privati che si occupano di trovare lavoro in Spagna per una persona disoccupata. Se si preferisce cercare il lavoro sul web è possibile ai vari portali, dove inserire il proprio curriculum vitae ed eseguire delle ricerche personalizzate. Un’altra opportunità è rappresentata dalla Camera di Commercio madrilena, all’interno della quale si può trovare un comodo servizio dedicato alla ricerca di un’occupazione.

I principali quotidiani spagnoli, come l’Empleo de El Pais (empleo.elpais.com), includono delle sezione dedicate alla ricerca del lavoro. Infine, se sono delle informazioni su un lavoro in Spagna quel che si cerca, non si può fare a meno di rivolgersi al servizio informagiovani al link www.injuve.es.s.

Dopo aver ottenuto NIE e scritto un buon CV in spagnolo, non resta che consultare gli annunci di lavoro e inviare la candidatura.

Ecco i migliori siti per trovare lavoro in Spagna:

Approfondisci: Offerte di lavoro in Spagna per italiani

Costo della vita in Spagna rispetto all’Italia

Il costo della vita in Spagna è minore rispetto all’Italia. Tuttavia, bisogna considerare che anche gli stipendi sono, in genere, più bassi e non sempre vengono proporzionati agli aumenti del costo della vita. La situazione sta comunque migliorando progressivamente, tanto che nel 2017 lo stipendio minimo di un lavoratore in Spagna è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente.

Trasferendosi in Spagna bisogna comunque considerare che il costo della vita varia considerevolmente da città a città, esattamente come accade in Italia. Vivere a Barcellona o Madrid è più caro che vivere, per esempio, a Granada. La vita in periferia è più economica rispetto alla vita nel centro della città. Lo stesso discorso vale anche per quanto riguarda il confronto città-campagna: vivere in una cittadina lontano dal centro urbano è decisamente più conveniente. In ogni caso basta sapere che Barcellona è la città più cara della Spagna, seguita da Madrid, San Sebastián, Mallorca e Bilbao.

Tra le più economiche spicca Valencia, che in genere offre un costo vita minore del 35% rispetto al costo della vita a Barcellona. Ciononostante a Barcellona e Madrid i trasporti sono comunque più economici che in Italia e i pasti costano di meno. Inoltre in Spagna è garantito l’accesso gratuito alla sanità e ai vari servizi sociali.

Documenti necessari per trasferirsi in Spagna

Una volta che la decisione è stata presa, non resta che munirsi di un biglietto d’aereo e dei documenti necessari per trasferirsi in Spagna. Quali sono?

In primis il Documento di empadronamiento, l’equivalente dell’iscrizione all’anagrafe dello Stato Spagnolo. Si tratta di un documento obbligatorio per chiunque si trovi in Spagna per lavorare o vivere. Senza questo documento non si ha accesso all’assistenza sanitaria, non ci si può iscrivere all’università, chiedere il rimborso di tasse oppure avvalersi degli aiuti sociali. Per richiederlo basta presentarsi al Comune di residenza.

In secondo luogo bisogna possedere lo NIE, il documento d’identificazione straniero, l’equivalente del codice fiscale italiano. Lo NIE viene richiesto per lavorare, stipulare dei contratti d’affitto, comprare una SIM card per il cellulare o per richiedere il terzo documento obbligatorio. Lo NIE va richiesto in una stazione poliziesca.

Infine, il terzo è il documento de Seguridad Social. Questo foglio è fondamentale per avere un medico di famiglia, cercare un lavoro iscrivendosi a un ufficio di collocamento o per partecipare ai concorsi pubblici. Il Documento de Seguridad Social, l’equivalente dell’INPS italiano, dev’essere richiesto presso la Tesorerìa General de la Seguridad Social della propria zona di residenza. Se si lavora come dipendenti, il documento dev’essere richiesto dal proprio datore di lavoro.

Infine sono fondamentali il Permesso di Residenza (rilasciato dopo la stipula di un contratto d’affitto) e il Permesso di Lavoro (rilasciato dopo la stipula di un contratto di lavoro dalla durata minima di 6 mesi).

Pro e contro di vivere e lavorare in Spagna

La Spagna non è il paradiso terrestre e oltre ai vantaggi ha anche dei svantaggi. Per esempio:

Vantaggi

  • Lingua facilmente apprendibile;
  • Distanza ravvicinata dal Bel Paese;
  • Ottimo cibo;
  • Cordialità del popolo;
  • Clima temperato con inverni non eccessivamente freddi;
  • Spiagge e paesaggi da sogno;
  • Pressione fiscale minore;
  • Agevolazioni per creare un’azienda;
  • Economia in ascesa;

Svantaggi

  • Corruzione nel settore pubblico;
  • Media disoccupazione;
  • Contratti di lavoro che non sempre sono ottimali;
  • Mentalità e salari minori rispetto a quelli italiani;
  • Enorme e macchinosa burocrazia;

Trasferirsi in Spagna da pensionato

Trasferirsi in Spagna da pensionati è davvero un’ottima idea, considerando il costo della vita, la qualità dei servizi, il clima e la vicinanza dall’Italia. Qui si può risparmiare sulla tassazione e vivere sereni fino alla fine dei propri giorni. Le uniche accortezze di cui tener conto riguardano la durata di permanenza in Spagna (almeno 6 mesi) e l’assenza di una dimora in Italia. Per il resto anche con una pensione media italiana ci si potrà vivere da veri e propri signori: la pensione percepita, difatti, sarà soggetta al fisco spagnola, decisamente più vantaggioso rispetto a quello italiano.

Trovare casa in Spagna

Per quanto riguarda l’alloggio in Spagna, trovarlo è possibile visitando siti specializzati come l’Idealista, il Milanuncios, Tu casa, FotocasaPiso compartido. In alternativa si può cercare sui gruppi degli italiani trasferitisi in Spagna. Per trascorrere qualche notte in terra iberica prima di trovare un alloggio definitivo ci si può rivolgere ai siti come Airbnb oppure Homestay.

Conclusioni

Vivere e lavorare in Spagna può essere conveniente o meno a seconda del lavoro che si cerca e dell’attività che si vorrebbe svolgere. Trovare un lavoro, alla fin dei conti, non è così facile come molti vorrebbero, mentre aprire un’attività propria può essere un’ottima idea considerando la tassazione più favorevole rispetto a quella italiana. Se si possiedono le competenze giuste per avere un buon impiego in Spagna, tanto vale provarci minimizzando il rischio di disavventure.

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