Festa del lavoro, ecco perché si celebra il 1° maggio

1° Maggio è la festa del lavoro

Tutto nacque alla fine del diciannovesimo secolo tra gli Usa e Parigi dove era in programma la Seconda Internazionale. Il 1° maggio scelto per ricordare i tragici fatti ci Chicago e le lotte dei lavoratori.

In Italia dal 1890, ma più in generale in molti Paesi del Mondo con alcune eccezioni importanti come Regno Unito, Paesi Bassi e Danimarca, il 1° maggio è universalmente riconosciuto come festa del lavoro o festa dei lavoratori, anche se negli ultimi tempi è stato trasformato in ‘festa per il lavoro’.

Lo scopo fondamentale di questa celebrazione è quello di ricordare le lotte del movimento sindacale che hanno portato ad ottenere importanti sul piano delle conquiste sociali, dei diritti e delle prevenzioni che sino alla fine del diciannovesimo secolo in molti casi erano soltanto sulla carta ma non nel concreto. In primis quella dell’orario di lavoro quotidiano fissato per legge in otto ore, cosa che in Italia è stata stabilita per legge nel 1923.

La data del 1° maggio non è casuale e venne scelta nel 1889 a Parigi in occasione del congresso per la Seconda Internazionale. Tra i vari provvedimenti ci fu anche quello di organizzare una grande manifestazione popolare per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa ad orari più umani (si arrivava anche a sedici ore al giorno senza pause) e il primo giorno di maggio cadeva a fagiolo perché tre anni prima un corteo operaio in programma a Chicago era stato soffocato nel sangue con undici morti e una repressione violenta.

E quando l’anno successivo ancora negli Usa, dodici tra operai, membri di organizzazioni sindacali e anarchici vennero condannati a morte perché ritenuti gli organizzatori di quella manifestazione, il1° maggio divenne ufficialmente il giorno in cui celebrare il lavoro in tutto il mondo. Così dal 1890, nonostante molti governi inizialmente osteggiassero in maniera decisa qualsiasi manifestazione pubblica dei lavoratori, la festa ha preso piede poco alla volta in tutto ìl mondo ma non lo è negli Stati Uniti.

Una tradizione che in Italia si è rinnovata costante anno dopo anno fino al 1923 , quando con l’avvento del fascismo la festa del primo maggio venne abolita e inglobata nella festa per il Natale di Roma, la nascita dell’antica (e nuova) capitale che si faceva risalire al 753 a.C. e che era celebrata il 21 aprile. Dal 1947, con la fine della II Guerra Mondiale e in clima diverso nel nostro Paese, infine la festa del lavoro e dei lavoratori diventò ufficialmente festa nazionale anche se proprio quell’anno si registrò il gravissimo attentato della banda legata a Salvatore Giuliano che a Portella della Ginestra, nel palermitano, sparò sulla folla di manifestanti uccidendone 11.

Dal 1990 accanto ai cortei e ai comizi dei leader sindacali, i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL insieme al Comune di Roma organizzano il 1° maggio un grande concerto in piazza San Giovanni che rappresenta un momento di aggregazione e di riflessione in musica e ha richiamato negli anni i migliori cantanti italiani e alcuni grandi interpreti stranieri.

Nel 2016 il tradizionale comizio si svolgerà a Genova, mentre il concertone avrà luogo nella naturale sede in Roma Piazza San Giovanni in Laterano.



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