Naspi 2016, tutto sulle ultime novità e regole dell’Anpal

Naspi 2016

In Italia sta per arrivare questa nuova tipologia di collocamento che interesserà tutti coloro che prenderanno un’indennità Naspi (ricordiamo che fu istituita dal decreto legislativo n° 22/2015): qualora si rifiuti un impiego, verrà automaticamente tolta la possibilità di percepire l’assegno di disoccupazione.

Così facendo si riuscirà a rafforzare la domanda e l’offerta di lavoro. L’ufficio di collocamento presto chiuderà i battenti e sarà sostituito dall’Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro); lo scopo di queste strutture è quello di trovare lavoro alle persone disoccupate e inoccupate. Secondo le ultime normative, chi andrà a rifiutare un’impiego non avrà più diritto a ricevere l’indennità (mettete le vostre scarpe running e non fatevi sfuggire quest’opportunità qualora doveste ricevere la telefonata).

Assegno di disoccupazione, conosciuto come Naspi, ecco perché può essere tolto

Attualmente i lavoratori dipendenti (con contratto a tempo indeterminato e determinato) usufruiscono di questa indennità, ad esclusione degli operai agricoli e da chi lavora nelle pubbliche amministrazioni. La nuova normativa permette all’Inps di tenere sotto controllo i soggetti che percepiscono di questo ammortizzo sociale e dal momento in cui rifiuteranno un posto di lavoro proposto dall’Anpal sarà penalizzato.

Perché questa decisione?

Purtroppo le persone non danno più conto ai centri dell’impiego ed è per questa ragione che si vuole valorizzare maggiormente la loro utilità. Lo scopo principale dell’Anpal sarà quello di guidare il disoccupato o inoccupato a ricercare un impiego.

La conferma di questo viene dal fatto che la maggior parte degli occupati è riuscito a trovare un lavoro grazie all’aiuto di amici e conoscenti e non affidandosi al centro dell’impiego; secondo le statistiche solo un disoccupato su quattro si è recato presso queste sedi.

Speriamo che questa novità permetta di riuscire a sbloccare il mondo del lavoro, o meglio a regolamentare maggiormente il rapporto tra la domanda e l’offerta.



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