Trasferirsi: qualche consiglio preliminare

Consigli per lavorare e trasferirsi all'estero

Il desiderio e la voglia di trasferirsi all’estero sono sempre esistite, anche in periodi non toccati dalla lunga crisi economica che riduce le speranze di trovare un lavoro o avviare con profitto un’attività. Quasi tutti nel tempo abbiamo favoleggiato a proposito di un Chiringuito sulla spiaggia o sulla necessità di condurre una vita ascetica in qualche angolo remoto della Terra per liberarci dello stress quotidiano. La maggior parte di noi poi non ha realizzato questi desideri quasi utopistici; alcuni invece si sono trasferiti, magari in paesi dal fascino meno esotico, e hanno davvero iniziato a lavorare realizzando i propri sogni.

Dove trasferirsi?

Dalla sempre verde Australia e Londra alla florida Costa Rica, dalla Svezia al Canada, dalla Cina a Dubai, sono parecchi gli Stati che offrono opportunità per chi desidera lavorare. Bisogna aver chiaro però cosa si vuole fare perché partire senza un’idea, ma solo in cerca di fortuna e con tante belle speranze, rischia di essere un fallimento. Ogni paese quindi offre lavoro in base alle necessità interne ed è bene informarsi se si hanno i requisiti o se quella specifica attività è ciò che vorremmo fare.

Inoltre, se più paesi offrono quanto si cerca, è meglio scegliere quello che sentiamo più affine perché adattarsi a un nuovo sistema di vita può essere complicato, soprattutto all’inizio. Il primo ostacolo è ovviamente la lingua straniera: bisognerebbe conoscerla prima della partenza, studiandola anche solo sommariamente per le comunicazioni più semplici; in alternativa bisogna valutare quanto l’inglese (o il francese, o lo spagnolo, o la lingua che si conosce) sono diffusi e quindi utilizzabili nei rapporti interpersonali.

Usanze e i ritmi della vita a cui adattarsi

Orari di lavoro e di apertura dei negozi, un’alimentazione altrimenti variegata, clima e temperature più o meno tollerabili. A ciò bisogna aggiungere la mancanza di un ambiente protetto costituito dalla rete di familiari e amici con cui confrontarsi nei momenti di difficoltà. Tutto questo può causare disagi, nervosismo, solitudine e una frustrante convinzione di essere incompresi o, peggio, sbagliati. Perciò scegliere un luogo che già si conosce, o verso il quale si avverte un’affinità, rende tutto un po’ più facile da gestire. Bisogna inoltre affrontare il cambio di vita come un’opportunità da sfruttare, evitando di considerarla una fuga perché in tal senso il fallimento è assicurato.

Visto di ingresso per lavoro

Anche l’aspetto burocratico non va trascurato: molti paesi richiedono infatti il Visto d’ingresso per lavoro, diverso da quello turistico (sul quale è sempre specificato che non è utile per chi desidera trovare un impiego). Ottenerlo necessita tempo e spesso bisogna avere dei requisiti precisi, sia anagrafici che economici, che di effettiva e pregressa esperienza. Quasi ovunque viene chiesto di dimostrare di possedere una rendita garantita e il permesso di lavoro è rilasciato per massimo 6 mesi, talvolta prorogabili sempre per periodi limitati di tempo e dimostrando che si ha effettivamente un lavoro. Per richiederlo conviene rivolgersi direttamente agli enti delle relative ambasciate e tener conto dei tempi di rilascio prima di acquistare biglietti di viaggio o programmare il trasferimento dei propri beni.

Attenzione alle truffe

Esistono molti siti che offrono aiuto a chi vuole trasferirsi oppure propongono investimenti vantaggiosi: bisogna in primo luogo dubitare e quindi informarsi, approfondire. Talvolta sono utili, altre volte costituiscono delle vere e proprie truffe che speculano sui sogni e le speranze delle persone. La discriminante sulla serietà di un servizio che offre aiuto logistico e supporto è quando viene richiesto il pagamento: se è tutto anticipato, prima di arrivare in loco, conviene porsi delle domande e all’occorrenza rivolgersi ad altri. Invece la ricerca di capitali per investimenti, immobiliari o cessione di attività avviate, sono la truffa più diffusa e consolidata: sul web compaiono spesso annunci allettanti, corredati da accattivanti fotografie e testi mirabolanti. Anche in questo caso è bene muoversi con cautela e non versare denaro neppure dinnanzi a documenti o contratti spediti ed esibiti con sospetta solerzia e facilità.

Spedire all’estero le proprie cose, consigli per risparmiare

Tra le altre attività c’è anche il trasloco da tenere in considerazione: sia che si lasci la casa di mamma e papà, sia che si trasferisca tutta la famiglia, bisogna pensare a cosa portare e come spedire vestiti, mobili, oggetti vari. Quel che non serve può essere svenduto on-line oppure organizzando un mercatino privato a cui invitare amici, parenti e conoscenti per liquidare quanto più possibile; quel che invece è indispensabile va spedito in modo razionale, prestando un occhio al portafoglio e sapendo già dove farlo recapitare (all’indirizzo della nuova abitazione, da amici presso cui appoggiarsi nel primo periodo, in un deposito con uno spazio affittato, per esempio).

Per essere sicuri di scegliere lo spedizioniere adatto per il paese scelto e il miglior prezzo, potete visitare Packlink.it, sito di comparazione di tariffe di corrieri espresso (Poste italiane, Barolini, Artoni, UPS e TNT), che permette di visualizzare in una pagina, e dopo aver inserito peso volumetrico e località geografica relativamente alle proprie necessità, i preventivi di ogni vettore con risparmio di tempo e denaro significativo.

Trasferirsi all’estero per lavoro non è impossibile e lo dimostrano i dati che riguardano per lo più i giovanissimi in cerca di prima occupazione. Bisogna tener conto che il numero di chi torna indietro perché non è riuscito a concretizzare è molto più alto di chi invece riesce a realizzare il proprio progetto di vita, ma questo non significa che ciascuno di noi non abbia la reale possibilità di far parte di quel ristretto numero di persone: basta solo valutare tutti gli aspetti e programmare lo spostamento nei suoi aspetti principali.



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